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Era suicida e aveva bisogno di aiuto. Una ragazza di 15 anni lo ha spinto a uccidersi in diretta streaming.

Era suicida e aveva bisogno di aiuto. Una ragazza di 15 anni lo ha spinto a uccidersi in diretta streaming.

Il caso tragico che ha esposto un oscuro sottobosco online

Nelle prime ore del 17 gennaio 2022, Jay Taylor, 13 anni, è uscito silenziosamente dalla sua casa a Gig Harbor, Washington, portando una prolunga bianca. Ha camminato fino a un Safeway vicino, ha appoggiato il telefono contro una recinzione a maglie di catena e ha trasmesso in live streaming la propria morte. Il filmato raccapricciante è stato guardato e registrato dai membri di un gruppo online sadico chiamato 764, che avevano passato ore a costringerlo a togliersi la vita. Ciò che ha portato Jay a quel momento è un caso di studio agghiacciante su come gli individui vulnerabili vengono presi di mira e manipolati dai predatori online.

Jay stava lottando con la sua salute mentale, cercando amicizia e supporto online. Ha pubblicato in un server Discord sulla creazione di oggetti e sulla ricerca di nuovi amici gay o trans. Nel giro di poche ore, è stato inserito in una chat live con diverse persone, tra cui una ragazza di 15 anni che sarebbe diventata la sua principale aguzzina. Secondo la causa intentata dai genitori di Jay, i membri del gruppo avevano un copione per spingerlo al suicidio e organizzare una diretta streaming per il massimo effetto shock.

Chi è la rete 764?

La rete 764 è un gruppo estremista che opera su piattaforme come Discord, prendendo di mira minori e altri individui vulnerabili. Il gruppo glorifica la violenza, usa il ricatto e mira a costringere le vittime ad abusi estremi, tra cui autolesionismo, abusi sessuali, mutilazione di animali, estorsione e suicidio. Si ritiene che il nome "764" faccia riferimento a una specifica tattica ideologica o di reclutamento, ma il suo scopo principale è causare il massimo danno e terrore.

I membri del 764 usano spesso una combinazione di manipolazione psicologica, minacce e pressione dei pari per abbattere i loro bersagli. Possono fingersi amici o interessi romantici, offrendo supporto e comprensione, solo per rivoltarsi contro le loro vittime e pretendere atti sempre più orribili. Il gruppo condivide anche contenuti espliciti, inclusi video di autolesionismo e abusi, per creare un senso di complicità e paura.

Il ruolo della ragazza di 15 anni

Al centro del caso di Jay c'è una ragazza di 15 anni, identificata nei documenti del tribunale come L.S. Ha comunicato con Jay nelle ore prima della sua morte, seguendo presumibilmente le istruzioni del leader del gruppo 764, Javan, un adulto che è stato successivamente accusato di molteplici crimini. A L.S. era stato dato un copione su come spingere qualcuno al suicidio e su come organizzare una diretta streaming del suicidio. Ha continuato a spingere Jay a morire con lei in un patto suicida, dicendogli che usare un cavo non avrebbe fatto male.

Jay, che era riportato come suicida e vulnerabile, ha accettato il patto perché non voleva che L.S. morisse da sola. Le ha detto che si sarebbe impiccato con una prolunga. I due hanno organizzato una videochiamata intitolata "live laugh rip jay LMAO" e hanno invitato i membri del 764, incluso Javan, a guardare. Javan ha poi preso il controllo della chiamata, ha chiesto a Jay se avesse una corda e, presumibilmente eccitato sessualmente, gli ha detto di togliersi i vestiti perché "è più eccitante". Jay ha rifiutato, ma ha comunque portato a termine il suicidio.

Come Discord non è intervenuta

I genitori di Jay hanno intentato una causa contro Discord, sostenendo che la piattaforma ha consapevolmente permesso al gruppo 764 di prendere di mira e costringere i minori. Affermano che Discord aveva ricevuto molteplici avvertimenti sulle attività del gruppo ma non ha intrapreso azioni significative. Il reclamo descrive bambini costretti a inviare immagini sessuali, ferire animali, incidere parole sulla pelle, mutilarsi e tentare o completare il suicidio, spesso in diretta streaming così che altri possano guardare, registrare e usare il filmato per ricatti.

Dopo la morte di Jay, è stato pubblicato un post online su Discord che diceva: "Qualcuno si è ucciso davanti alla telecamera per colpa mia. Fammi sapere se vuoi il video". Questo messaggio agghiacciante è stato presumibilmente condiviso da un membro del 764, evidenziando come il gruppo usi tali contenuti come forma di reclutamento e intimidazione. Nonostante ciò, Discord ha presumibilmente continuato a permettere al gruppo di operare, non riuscendo a implementare adeguate salvaguardie o a rispondere alle segnalazioni.

Le conseguenze e la battaglia legale

Dopo la morte di Jay, le forze dell'ordine hanno avviato un'indagine che ha scoperto l'estensione delle attività del gruppo 764. Un testimone chiave, probabilmente L.S., ha fornito informazioni che hanno portato all'identificazione di Javan e di altri coinvolti. Il video del suicidio di Jay è stato copiato e condiviso su Discord, ed è stato infine usato come marketing per il gruppo, dimostrando la natura orribile delle loro operazioni.

I genitori di Jay hanno intentato una causa civile contro Discord, chiedendo responsabilità per la presunta negligenza della piattaforma. Sostengono che il fallimento di Discord nell'agire abbia contribuito direttamente alla morte del figlio. Il caso solleva importanti domande sulla responsabilità delle piattaforme online di proteggere i loro utenti, specialmente i minori, da contenuti pericolosi e illegali.

Proteggere gli utenti vulnerabili online

Il tragico caso di Jay Taylor sottolinea l'urgente necessità di misure di sicurezza online più forti. Le piattaforme di social media devono investire in una moderazione robusta, nel rilevamento proattivo di gruppi e comportamenti dannosi e in chiari meccanismi di segnalazione. Dovrebbero anche collaborare con organizzazioni per la salute mentale per fornire risorse e interventi per gli utenti che mostrano segni di crisi.

I genitori e i tutori possono svolgere un ruolo cruciale mantenendo una comunicazione aperta con i loro figli sulle attività online, monitorando le loro interazioni digitali e educandoli sui rischi di chattare con estranei. È anche essenziale riconoscere i segnali di adescamento e coercizione, come comportamenti riservati, improvvisi cambiamenti di umore o regali insoliti.

Per coloro che lottano con pensieri o sentimenti suicidi, l'aiuto è disponibile. La linea di vita nazionale per il suicidio e la crisi può essere raggiunta componendo o inviando un SMS al 988, e il Trevor Project offre supporto per i giovani LGBTQ+. Nessuno dovrebbe affrontare queste sfide da solo.

Il caso di Jay Taylor è un duro promemoria dei pericoli che si nascondono online e delle conseguenze devastanti quando le piattaforme non agiscono. Mentre la società è alle prese con questi angoli oscuri di Internet, dobbiamo chiedere responsabilità e implementare salvaguardie per prevenire future tragedie.

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